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Solita sveglia mattutina, oggi sembra che la giornata parta bene.. il cielo non è dei migliori,
è grigio, ma non ci perdiamo d'animo e andiamo a fare colazione nel nostro alberghetto.. mi mangio
una mezza baguette con marmellata di albicocche.. se va come ieri mangerò tardi e ho bisogno di energie,
anche se sto dietro... cosi paghiamo la signora, 58 euri, solo di colazione 12.50 ecco dove stava la
fregata ;) tiriamo fuori la moto, montiamo i bauli e via al ferry .. ci imbarchiamo un’ora prima perchè
tanto c’è posto e noi siamo così guadagnamo un po’ di tempo.. un'ora e mezzo di traghetto che io mi
dormo e matteo passa a giocare coi videogiochi spendendo i primi 5 pound.. quando scendiamo ci accoglie
subito la pioggia, tanto per ricordarci che siamo in inghitlerra e che non si possono smentire le
tradizioni.. che palle.. cmq riesco a non arrabbiarmi per questo, infilo pantaloni da pioggia e le
galoscie.. sembro un fumetto cosi messa :D fortunatamente il pezzo di strada che dobbiamo fare non è
a lungo bagnato e questo mi solleva abbastanza.. non mi piace “guidare” la moto sotto la pioggia (nemmeno
fare da passeggero bagnato ...)
tempo poco incominciamo ad arrivare in quel di londra ed incominciano le prime code, il traffico è intenso ma almeno
sembriamo non perdere la strada.. oggi la naviga sono io, matteo mi fa tenere la cartina nel porta paraschiena cosi che io
possa tirarla fuori quando mi serve... ad un certo punto arriviamo su una statale e non sappiamo dove siamo esattamente, ma
l importante è ritrovare i cartelli che indichino l’autostrada e riprendiamo le speranze di arrivare a destinazione! Cosi
continua il nostro viaggio ma incominciamo già a vedere scritte poco piacevoli LONG DELAYS.. e continueremo a vederle fino
a che questi cartelli non si sostituiranno con QUEUES AHEAD... di bene in meglio.. diciamo che tutta l autostrada qui in
inghilterra l abbiamo fatta zigzagando tra le auto, dato che costantemente c'erano file ferme e code interminabili... ogni
tanto sosta per la benza, ogni tanto sosta per mangiare... qua negli autogrill ci sono sempre i burger king, che però non
mi hanno soddisfatto.. quasi meglio il mcdonald... incomincio già a capire come sarà la mia alimentazione nello UK e nel
regno del fish and chips... che schifezza povero il mio stomaco..
intanto incominciamo a sentire uno strano rumore proveniente dalla catena.. quando siamo a basse velocità e soprattutto
quando partiamo, la catena emette un colpo che non sembra promettere bene… booooo!
.. facciamo un bel pezzo di strada insieme ad un gs con zaino kawasaki e ci salutiamo col ditone in su... è bello sentirsi
tutti parte di uno stesso gruppo, indipendentemente dalla propria nazionalità.. guardiamo l orologio, mancano due ore e poi
c’è l’imbarco del nostro ferry, dobbiamo muoverci.. matteo mi dice di guardare la strada per heysham e cosi faccio.. passiamo
liverpool e arriviamo dopo un'oretta al nostro posto desiderato.. ma non ci sono moto, la cosa ci insospettisce.. guardo
il foglio della prenotazione e mi accorgo che dovevamo andare a liverpool... matteo si è sbagliato.. io sta mattina non ho
controllato quale era il porto d’imbarco. guadiamo l’orologio e lo sconforto all’improvviso sale come non mai.. sono le 1840..
qua non c’è ancora nessuno per chiedere informazioni e noi siamo consapevoli che non ci riusciremo mai ad essere la
(a liverpool) per le 1915.. ci proviamo lo stesso anche se mat non è convinto.. ci spariamo a velocità spropositate, ci
fanno anche un velox nella cittadina di heysham, di sicuro... visti io O_O ma non ci interessa e cosi continuiamo a fiondarci
verso liverpool, chiediamo un paio di volte dove ci si imbarca e quando arriviamo scappo subito a fare check in.. la ragazza
guarda la prenotazione e mi dice “i’m sorry, you’re late.. check-in was at 5.15”.. cosi le dico che ci siamo sbagliati e che
vorremmo imbarcarci e lei ripete che siamo in ritardo, che il traghetto è già partito.. poi mi mostra l orologio.. il traghetto
partiva alle 1915 e in quel momento erano le 1940.. è troppo tardi.. la testa incomincia ad andarmi in confusione e chiedo se
possiamo prenotare un altro traghetto, se devo pagare di piu o.. il primo ferry disponibile è a heysham alle 1.45 pm del giorno
dopo... lo fermo.. e con gli occhi gonfi di lacrime esco… ammetto che mi incazzo come non mai e matteo è depresso e si sente in
colpa.... scappano lacrime ad entrambe... il primo viaggio lungo e la sfiga che non ci abbandona mai... cosi mi siedo sulle scale
e un motociclista di circa 50 anni mi chiede come mai piango.. gli spiego il motivo e mi consola... fa strano questa atmosfera...
sono a 2000 km da casa e trovo cmq qualcuno che mi consola, che mi consiglia di stare a liverpool che è una bella città! Mi
informa che qua c’è tanta buona birra da bere e che domani cmq riuscirò ad arrivare all’isola di man.. sorrido e lo ringrazio..
ma sinceramente a me non interessa tutto quello che mi ha detto, io ho perso il mio ferry :°°° ancora con le lacrime agli
occhi chiamo peter, che mi aspetta per le 23 a douglas e gli spiego quanto è successo… lui, gentile come sempre, si dispiace
con me e mi consiglia di andare subito a heysham e di metterci in stand by, che la maggior parte delle volte un posto per
partire si trova sempre... ci asciughiamo gli occhi, io purtroppo non riesco a sorridere.. ripartiamo, ormai questo pezzo di
strada lo so a memoria... l inghilterra è bella verde, durante tutta la strada ci sono mucche e pecore nei campi, ci sono
chiese che spuntano in mezzo agli alberi, ma non mi interessa nemmeno piu niente di sta roba.. incomincia pure fare freddo..
sono circa le 20.30 quando arriviamo al porto di heysham.. primo passaggio: il casello per andare nella lane.. spieghiamo la
situazione alla signorina del check in iniziale, che ci dice in bocca al lupo e ci consiglia di stare nella lane9 insieme agli
altri, che se ci sarà posto nel primo ferry ci chiameranno gli addetti.. lo sconforto continua a invadermi sinceramente… matteo
è sempre più sconsolato e leggo la tristezza nei suoi occhi.. io sono davvero demoralizzata e questo freddo non aiuta a
riprendersi ... tremo come una foglia.. mat mi va a prendere una cioccolata calda e andiamo nell’hospitality (chiamamola
cosi)... dentro fa caldino, nel soffitto ci sono le luci apposta per scaldare l’ambiente.. le stesse che si usano per
scaldare i cibi nei supermercati! io mi riprendo un pochino da questo freddo ma non moralmente.. matteo mi dice di fare
cmq un biglietto sola andata come passeggero, che almeno io possa andare di la e vedermi il giorno dopo la gara più bella,
quella delle superbike.. a me sinceramente non va di andare da sola... ci voglio andare con mat all’isola di man...
ci perdiamo un pò fra abbracci e qualche lacrima, parole di conforto e scuse e decidiamo di fare questo biglietto.. intanto
peter mi prega di provare ad arrivare in tempo, che lui a qualsiasi ora mi sarebbe venuto a prendere da douglas.. che fossero
le 2, le 3 o le 5 di mattina! e cosi ci proviamo.. peccato che il primo posto da passeggero libero è per le 3 del pomeriggio
successivo.. quanto sconforto.. mi devo mettere in stand-by pure io…
intanto ci sono 5 che suonano a volume alto per farci passare il tempo, ma anzichè divertirmi, mi innervosisco di piu..
cosi provo a dormire e ci riesco.. questo luci che scaldano sono proprio carucce!!
il primo ferry è all 1 45 di notte e di tempo ne abbiamo... dormo fino alla mezza.. mi sveglio che mat è fuori
vicino alla moto nella speranza di trovare un posticino anche per noi sul traghetto. faccio da spola tra la reception e lui...
ma mi ripetono di aspettare.. mi sento un fuggiasco, un disperato in cerca di casa… quando esco, una delle mille volte, mi faccio
4 chiacchiere con dei ragazzi che erano in attesa da 12 ore e che col van non sapevano quando sarebbero riusciti a partire.. torno
dentro, fuori ho un gran freddo, consiglio a mat di stare non in fondo sulla moto ma davanti vicino al ferry.. e io intanto mi
perdo tra i pensieri… sono chinata con la testa fra le mani.. ogni tanto continuano a scendere le lacrime… fino a che non
capisco dalla signorina della reception "who is... lane 9?" e io mi sveglio quasi e dico MEEEE anche se non so precisamente
che cosa avesse detto.. e mi risponde "go out and take place" esco di corsa e vedo mat che sta entrando per venirmi a prendere..
siamo 35 moto fuori, tutti in attesa di poter entrare abusivamente.. essendo passeggero decido di farmi furba e di passare davanti
a queli in moto per assicurarmi il biglietto.. in questi momenti ti esce tutto l’egoismo che hai dalla disperazione che c’è! ci
riesco prima di altri e me ne danno 2.. chiamo mat in modo che superi le altre moto che sono prima di lui e varchiamo la soglia
che porta al ferry.. sorrido quasi... ma non ci credo ancora... chiedo ad una ragazza inglese come funziona e mi dice " i don’t
know, but we've got the tickets and this should mean that we are sure to have a place on the ferry" circa :)
siamo tutti infreddoliti e impanicati, ansiosi di andare su sto ferry e alla fine, ci riusciamo tutti... quando entriamo nel
vano moto mi accorgo che ce ne sono davvero tantissime, tutte ammucchiate e tutte legate... la nostra davanti alla porta...
salutiamo gas gas tutti felici e andiamo nei piani di sopra x cercare un posticino ma dentro sembra non esserci.. già ci hanno
imbarcato, cosa pretendiamo, di sederci anche?? Ma chissenefrega!!!! Tanto sembra una nave di rifugiati questa.. la tipa del
bar che spruzza deodorante di continuo per sopperire alla puzza che c'è già la dentro prima di partire e cosi decidiamo di
andare di sopra all’aperto: l’aria è sicuramente più salubre! ci sdraiamo, ci abbracciamo ma io ho troppo freddo qua fuori
e non riuscirei mai a dormire (sperando poi di non prendersi un malanno).. qui sono tutti stanchi, hanno tutti in mano o di
fianco la birra e me ne rotola pure una in testa! dopo un quarto d’ora di insofferenza, mat mi porta di sotto, il primo pezzo
libero di corridoio è nostro e cosi ci stendiamo, non importa dove e come.. l importante è riuscire ad andare di la.. e noi ci
stiamo andando...
ore 5.40... non so chi incomincia a parlare al microfono, siamo arrivati a douglas... io sono riuscita a dormire anche
qui per terra con la faccia sul giubbotto per non schifarmi per terra del tutto.. non è la prima volta che dormo cosi, poi
con sta stanchezza che ho addosso... dopo un quarto d ora usciamo e andiamo a prendere la moto.. io non riesco a svegliarmi,
gli occhi mi rimangono chiusi... solo il freddo fuori riuscirà a farmi riprendere un pochino... prendiamo la moto.. per uscire
dobbiamo fare un paio di pezzetti in salita su di un manto scivoloso e io ringrazio di essere passeggero questa volta perchè con
la mia non so se ci sarei riuscita ad uscire, a soprattutto a superare i due scalini per varcare la soglia tra ferry e terra
ferma..
siamo a terra.. siamo tanti e tutti stanchi, gli sguardi parlano più di mille parole.. la città dorme a qs ora ma la
promenade è cmq piena di baracchini e di giostre spente... provo a chiamare peter e dopo poco ci incontriamo, mi scuso per
l ora, sono le 6 di mattina ma lui dice che non importa e che ci porta subito da sua sorella per dormire.. cosi svegliamo
pure lei, i bambini e dopo due minuti di presentazione e chiacchiere, chiediamo di poter andare a dormire.. il letto sembra
cosi comodo dopo il legno del ferry, le coperte sono un sogno... il caldino mi fa addormentare col sorriso sulle labbra…
siamo all’isola di man.. non ci speravo quasi piu di arrivare in time…
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