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ne senti sempre parlare bene nonostante sia un tracciato pericoloso, le descrizioni di queste corse
echeggiano dentro ogni motociclista convinto.. ho spesso sentito parlare di lui come un mito, come un dio
che ogni motociclista ha bisogno di conoscere prima o poi nella sua lunga strada... il tt lascia negli occhi
di chi vede le sue gare qualcosa che non si può descrivere, li vedi scintillare gli occhi di chi le ha viste,
percepisci che non si può raccontare quel mistero che si nasconde in quegli occhi lucidi che ti guardano, ma
che nel frattempo rivedono spezzoni di minuti intensi... i filmati che si guardano, i rombi che si ascoltano,
le foto che ci mostrano, tutti i racconti che leggiamo non rendono mai vera giustizia a quello che è realmente
il Tourist Trophy..
è per questo che quest'anno ho deciso di andare all'isola di man!
la preparazione è partita a febbraio, solo io, il mio ragazzo e una moto unica con tre bauloni.. dopo aver prenotato i
traghetti di andata e ritorno per l'isola di man, abbiamo incominciato a cercare alloggio e grazie a degli amici che ci
sono stati anno scorso, ho trovato una famiglia dove pernottare con B&B. risolto questo problema ne rimaneva solo uno: l
a moto.. quale usare? con quante andare, 1 o 2? la soluzione è stata quella di mio fratello, una kawasaki zzr 1100 di un
pò di anni fa e alla quale io sono ancora tanto affezionata, si chiama gas gas.
le difficoltà incominciano subito, infatti la moto era ferma da circa tre anni.. e mentre i preparativi del trofeo di
matteo e di altre cose ci portano via tantissimo tempo all'organizzazione di questo viaggio, intanto la mente incomincia
a pensare e a immaginare. un errore grande che abbiamo fatto è stato non documentarci molto sul TT di quest'anno (infatti
non sapevo fosse l'anno dedicato all'italia) e la moto l'abbiamo sistemata nelle due settimane precedenti la partenza..
siamo arrivati davvero al pelo, considerato che le gomme da viaggio le abbiamo montate la notte prima della partenza.
ecco la moto prima del lavaggio
in ogni caso la partenza è arrivata senza accorgermene perchè il wend prima matteo aveva la gara e quindi la mente era presa
da tutt'altre cose, tra preparazione, forti emozioni e stanchezza. ma il primo giugno è comunque arrivato presto e con la solita
ansia che mi viene prima di partire e il dovuto nervoso che mi prende ogni volta, si incominciano a tritare km.. non ho mai fatto
un viaggio in moto cosi lungo e questa volta farò da passeggero perchè temevo che con la mia non sarei riuscita a sopportare tutti
i km in programma... col senno di poi probabilmente dico che ce l'avrei fatta e un pò me ne pento di non essere partita da pilota..
i km per arrivare sono davvero tanti, il traffico che troviamo in italia e in inghilterra non agevola sicuramente le tratte
che dobbiamo fare ma non ci scoraggiamo mai, nemmeno quando piove - per fortuna molto poco - o quando troviamo file ferme
che ci rallentano parecchio e ci fanno quasi arrivare in ritardo per i check-in... all'andata tutta l'inghilterra è stata
davvero penosa, sempre fila, da dover a heysham... eh si, però siamo arrivati al porto con un'ora di anticipo alla partenza e
questo non avrebbe dovuto comportare problemi. peccato che quando siamo arrivati a destinazone non abbiamo trovato moto e
controllando i documenti abbiamo notato che saremmo dovuti partire da liverpool giusto 55 minuti dopo e non da heysham dove
eravamo...
ammetto che lo sconforto misto arrabbiatura è arrivato in un batti baleno e ci siamo fiondati a velocità worp a
liverpool sperando in un miracolo che non è avvenuto.. abbiamo perso il traghetto per mezz'ora di ritardo :( allora sì che
ti deprimi, che il volto ti si segna con lacrime di sconforto profondo, di delusione, di rabbia per non aver nemmeno riguardato
i documenti prima di partire... e il primo traghetto libero è il giorno dopo nel pomeriggio... mi sono messa sugli scalini subito
fuori dal check-in, la testa bassa e fra le mani, piangendo perchè è come avere nel pungo un sogno che si sta realizzando e
magicamente, per un alito di vento, si dissolve in men che non si dica... ma l'atmosfera del TT evidentemente si estende anche
al di la del mare e poco dopo sento che qualcuno batte sulle mia spalla e mi chiede cosa è successo, in inglese... alzo la testa,
è un motociclista che potrebbe essere mio padre, corporatura minuta, capelli spettinati bianchi, occhiale nero e tuta rossa
della spidy.. è buffo essere a 2000 km da casa e trovare già qualcuno pronto a consolarmi (anche se in realtà non è servito
a farmi tornare il sorriso). ma nonostante tutto, questo semplicissimo gesto, spiega quanto sia caldo e amichevole il clima
lassù...
mi prendo un pò di tempo per respirare, per asciugare le lacrime e spingere per un pò in un angolo la tante delusione e chiamo peter, il ragazzo
che mi stava aspettando a douglas, per dare la mia triste notizia.. anche lui lo è ma mi da una piccola speranza e mi consiglia di andare subito a
heysham e di mettermi in stand-by e di aspettare: normalmente fanno sempre imbarcare le moto anche se non c'è realmente tanto posto sul traghetto..
cosi andiamo, di alternative non ce n'erano molte altre!
durante il viaggio tra liverpool ed heysham si accavallano tantissimi pensieri, questo è stato il momento piu brutto della
vacanza, tra l'altro non mi era mai capitato di perdere la coincidenza, ma soprattutto, mi sarei persa la gara piu bella,
quella delle superbike...
arrivati ad heysham il freddo incomincia davvero a calare e ad aggiungere altre stallattiti nella mia grotta di ghiaccio,
ma tra cioccolate calde, lampade che riscaldano e i giubbotti imbottiti, riusciamo a scaldarci anche in questo porto...
l'amarezza e la delusione non ci vogliono abbandonare e ci consoliamo a vicenda con coccole e abbracci.. sono davvero
demoralizzata e continuo a versare lacrime che sbocciano come fiori a primavera..
l'attesa è quasi estenuante, il primo traghetto parte all'1.45 di notte e noi siamo arrivati alle 20.30 circa... faccio
anche un biglietto come solo passeggero per essere sicura di trovare un posticino nel prossimo ferry, matteo vuole che
almeno io riesca ad andare di la, dato che lui una volta è già andato...
mi addormento un paio di volte sulle sedie ma dopo la mezzanotte resto vigila vicino alla reception.. spero di sentire una
buona news.. e infatti verso l'1.40 di notte, quando il traghetto stava per partire, improvvisamente mi chiamano e mi dicono
di andare che anche le moto in attesa stavano entrando!!! non ci credo quasi, corro col sorrisone di chi ha appena vinto 10
milioni di euro verso matteo ed andiamo sul traghetto che è già stra carico di moto.. a parte lo stupore di essere riusciti ad
imbarcarci, aggiungo quello di vedere cosi tante moto stipate tutte in un unico stanzone.. sono tantissime davvero!!
e nonostante la stanchezza accumulata incomincia a farsi sentire, quando tutto si risolve, anche quella passa in secondo piano
e quello che ti rimane è sempre quel sogno ritrovato per il quale hai deciso di accendere la moto a casa e partire...
le moto parcheggiate nel ferry (queste sono una piccola parte)
all'isola di man sono riuscita a vedere tutte le gare a parte la senior, quindi superbike, supersport, superstock e sidecar
e sono riuscita ad andare in diversi punti del tracciato...
il primo giorno ero a hilberry, uno dei rettilinei dopo la mountain con una S (dx-sx) che li fa rallentare parecchio..
è il primo punto dove ho visto e sentito passare questi piloti e davvero non si spiega a parole quello che provi quando
sei li... li senti arrivare da lontano, appena escono dalla curva per immettersi sul rettilineo sono dei puntini microscopici,
ma li senti che tirano le marce come non mai e frenano lasciando dei bei rigoni neri sull'asfalto... gli scambi sono veloci
ma soprattutto ho notato già una gran differenza tra chi si piazza tra i primi e tutti gli altri. in compenso i sidecar mi
hanno fatto restare con la bocca aperta, sono davvero sorprendenti.. se un pilota di moto qui ti fa venire la pelle d'oca,
lo giudichi coraggioso e un pò matto per quanto veloce va, quelli sul side-car sono davvero scollegati!!! il passeggero è
sempre vicinissimo a ringhiere, case e asfalto (col sedere) per non parlare di quanto gli si alzino i sidecar in uscita di
curva! che spettacolo!! non li avevo mai visti e mentre con le moto gli occhi erano cosi o_o qui erano diventati cosi O_O tanto
sono rimasta sbalordita!
altri punti che mi sono piaciuti sono stati
glen helen, dove ho potuto notare quanti peli abbiano fatto alla recinzione e ai muretti. questo punto mi
è piaciuto molto sia per le moto che per i sidecar. unica pecca: non ti puoi spostare per tutta la giornata, non ci sono strade
che ti colleghino ad altre e devi aspettare che riaprano il tracciato al pubblico
craig-ny-baa, dove chiudere gli occhi e ascoltare questi missili terra-terra è già sufficiente per farti sorridere
e pensare che sono dei pazzi furiosi! a guardare dalla curva in cui c'è il ristorante (THE restaurant, e già questo ti
fa capire quanto sia bello guardare le gare da qui) i due rettilinei, ti viene la pelle d'oca.. quando poi li vedi arrivare
ti si rizza proprio il pelo sullebraccia
braddan bridge, dove le moto non rendono per niente ma i sidecar si! infatti a molti si alza la ruota e il pubblico si esalta :)
braddan bridge – chiesa

braddan bridge – LA pilota (nel senso che era l'unica donna presente) e i sidecar
bray hill, non c'è nulla da aggiungere a tutto quello che si è già sentito dire dagli altri! è effettivamente uno dei posti
piu validi, secondo me, in cui guardare la gara! li senti arrivare col gas aperto e si sente la differenza tra chi ha il pelo sullo
stomaco e chi no, perchè alcuni pelano il gas, ma i primi li senti sempre a gas costantemente aperto! e fa davvero impressione!!!
si vedono i fumini bianchi delle carene che si consumano per terra, vedi le due penne che si fanno in salita e le moto da quaggiu al
semaforo, sembrano quasi verticali!!!
all'angolo dell'incrocio (con il semaforo) c'è un negozietto con panini niente male, ma il meglio è il tipo che prepara panini caldi
nel giardino di casa sua, cheeseburger ottimo! ;)
qui si vede dove strisciano le carene
durante le giornate libere, ho avuto l'occasione di andare in giro per l isola di man, visitando le città più grandine, ma
gli spot che mi hanno lasciato più colpita sono stati 'calf sound', dove ti ritrovi su una scogliera a piombo sul mare e con
un'isola di fronte.. davvero rilassante, il paesaggio è verde, le pecore ne sono quasi padrone e ci sono tanti motociclisti. c'è
anche un bar con vetrata panoramica sul golfo.
all'esatto opposto dell'isola, si trova point of ayre, che per quanto possa rilassare la vista, dato che è una spiaggia di sassi
sul mare, si trova a fianco di una discarica, quindi non preoccupatevi se per arrivarci dovete passare di fianco ad un mucchio di
rifiuti :-/
però stendersi, annusare il profumo della salsedine, ascoltare i gabbiani che planano sovrani del luogo, mi distende ed è stat cmq
una piacevole meta.
l'ultimo giorno che abbiamo passato sull'isola, siamo andati nei paddock a respirare il profumo che mi hanno sempre descritto
come una di quelle giornate che fai quando prenoti le prove libere.. ed effettivamente è cosi! non essendo tra l'altro riusciti
a comprare 1 kg d'olio per il nostro kawa, ci siamo dovuti rivolgere ai meccanici ufficiali suzuki (eh si, quelli di archibald)
che ci hanno prestato la tanichetta con olio iperdenso e non hanno voluto nemmeno un penny, nonostante io e matteo avessimo
insistito tanto.. una gentilezza che da noi è quasi rara! proseguendo per i paddock abbiamo visto tantissime moto storiche in
preparazione, la maggior parte di italiani.. salutando un pò tutti ci siamo soffermati da quelli che possedevano diverse MV tra
le quali una di agostini, la benelli di pasolini e la paton di ferrari. i ragazzi sono stati di una gentilezza inaudita, ci hanno
fatto fare tante fotografie ma soprattutto ci hanno pregato di salire sulla moto di pasolini e fare una foto, dato che l'occasione
non era delle più facili da ricreare.. effettivamente sedersi su una moto cosi diversa dalla mia e da quelle che si trovano in
circolazione è stato emozionante, pensare che tanti anni prima li sopra ci si sedeva uno dei nostri più grandi campioni..
l impostazione totalmente differente, il serbatoio stretto e il cupolino bello tondo dal quale però si vede benissimo.. la
slla strettissima e... un sorriso diverso da tanti altri con forti emozioni inspiegabili! infatti non riuscivo più a scendere!!!
ma il tempo passa per tutti, sia per queste moto storiche che avrebbero poi portato la bandiera italiana nella parata storica,
sia per noi che dovevamo ritornare verso casa..
questa volta il traghetto lo abbiamo preso, e dopo 3 ore eravamo in inghilterra.. il viaggio di ritorno lo
abbiamo diviso in tappe:
dover - bristol - bath - stonhenge
il paesaggio intorno alle strade è sempre lo stesso, verde, pecore, mucche, alberi e chiese gotiche, e lo stonhenge mi ha regalato
un panorama un pochino diverso dal solito.. carino!
cornovaglia
i posti da visitare sarebbero tantissimi e anche il tempo da dedicare dovrebbe essere piu di mezz'ora per destinazione, ma noi
non ne avevamo molto e cosi posso consigliare 'eden project' (anche se non l'ho visto), tintagel con una panoramica molto
carina, megivassey per il panorame e la cittadina piccina con strade strettissime e arroccata sul mare, land's end, il posto
piu spettacolare che io abbia visto durante questo viaggio... soprattutto dopo 10 ore di moto arrivare qui ti riporta la
calma e la pace interiore.. sedersi sui e ammirare i fiordi, ammirare queste rocce giganti erose dal mare, vedere le onde
rompersi fra le rocce, i gabbiani che planano mentre il sole tramonta, chiudere gli occhi e sentire il vento rinfrescarci...
i pensieri volano, i mali passano per un pochino e lo spettacolo è dei più belli che io potessi chiedere..
land's end - calais
tutta autostrada per andare a prendere il traghetto :) l'indolenzitura e i tanti km fatti incominciano a non sparire quasi
piu.. e ad essere una nota dolente ogni votla che ci si risiede in sella
calais - faenza (ra)
1500 km di autostrada in un giorno non li avevo forse mai fatti nemmeno in auto!! la mattina è stata tragica, i nervi
infiammati non ne volevano più sapere e le soste erano poche e tr corte per farmi rinvenire un pochino.. probabilmente
anche il mio fisico ha capito che cmq dovevo sopportare e arrivare fino a casa, perchè da dopo pranzo in poi non ho quasi
piu avuto fastidio... la stanchezza fisica non era tantissima, ma il dolore invece non è tuttora andato via...
.. e le emozioni non si spiegano davvero!! arrivare a casa con la giacca piena di insetti provenienti da tre paesi ;),
guardare il contakm e fotografare 6001 km fatti; scaricare i tre bauli che ci hanno accompagnato nei nostri rifugi; coprire
gas gas, il nostro vecchietto con la catena un pò andata che ci ha riportato a casa sani e salvi; guardare il mio pilota che
sorride e mi dice "siamo già tornati!".. beh.. tutto questo mi fa sentire motociclista e mi riporta a galla il rombo di
quei motori che urlavano nelle strade dell'isola di man, mi fa scintillare gli occhi lucidi, mi racchiude nel cuore un'esperienza
e un viaggio che effettivamente non potrò mai raccontare a nessuno..
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